Sculture in marmo
La durezza del marmo si trasforma in respiro e armonia.
Il marmo duro e morbido allo stesso tempo riceve i segni impressi dagli strumenti segni che diventano tracce naturali, che dialogano con la figura.
Il marmo è la materia della classicità: pietra antica e nobile, capace di custodire per secoli l’immagine del corpo umano, della bellezza e del mito. Nelle sculture di AlbertiniArt, il marmo non è nostalgia del passato, ma linguaggio attuale. La sua durezza incontra la delicatezza del gesto, trasformandosi in superficie viva: levigata, incisa, lasciata grezza o volutamente imperfetta. I segni impressi dagli strumenti diventano tracce della materia e dialogano con la figura. È come se la pietra custodisse in sé una memoria silenziosa, pronta a riaffiorare nella forma scolpita. Le sculture in marmo di AlbertiniArt cercano un dialogo con il mito, la memoria e la fragilità del nostro tempo. Il bianco della pietra conserva l’eco della statuaria classica, ma allo stesso tempo rivela ferite, sospiri e attese, aprendo la materia a una sensibilità contemporanea.
Marble is the material of classicism: an ancient and noble stone, capable of preserving for centuries the image of the human body, beauty, and myth. In AlbertiniArt’s sculptures, marble is not nostalgia for the past, but a contemporary language. Its hardness meets the delicacy of gesture, transforming itself into a living surface: polished, carved, left rough, or deliberately imperfect. The marks left by the tools become traces of the material and enter into dialogue with the figure. It is as if the stone preserved within itself a silent memory, ready to resurface in the sculpted form. AlbertiniArt’s marble sculptures seek a dialogue with myth, memory, and the fragility of our time. The whiteness of the stone preserves the echo of classical statuary, while at the same time revealing wounds, sighs, and moments of waiting, opening the material to a contemporary sensibility.

Stop nero – Ariadne’s Waiting
Scultura in marmo bianco – White marble sculpture, 2024, cm: 46 x 28 x 25 ( esclusa la base)
Stop nero, scultura in marmo statuario, acciaio e marmo nero assoluto, nasce dall’incontro tra la materia classica del marmo e il messaggio civile delle Sculture per la Pace. Il segno dello stop, inciso e attraversato dai fiori, diventa un monito essenziale: fermare la guerra, interrompere la violenza, restituire alla scultura una voce di pace.
Black Stop, a sculpture in statuary marble, steel, and absolute black marble, emerges from the encounter between the classical material of marble and the civil message of the Sculptures for Peace. The stop sign, engraved and crossed by flowers, becomes an essential warning: to stop war, interrupt violence, and restore to sculpture a voice of peace.

Il sospiro di Giuditta – The Sigh of Judith
Scultura in marmo bianco – White marble sculpture, 2024, cm: 65 x 50 x 45
Giuditta non è soltanto la vincitrice del racconto biblico. Nel suo respiro sospeso si manifesta la tensione tra fragilità e forza, tra violenza subita e necessità di resistere.
La scultura diventa gesto di verità: un marmo che trattiene il silenzio, la dignità e il coraggio di chi osa cambiare il proprio destino.
Judith is not merely the victor of the biblical story. In her suspended breath, the tension between fragility and strength emerges, between violence endured and the need to resist.
The sculpture becomes a gesture of truth: a marble that holds silence, dignity and the courage of those who dare to change their own destiny.

Stop blu
Chiedi informazioni direttamente all’Atelier:
* nb. Opera Pubblicata
La pietra custodisce una memoria viva, che riaffiora nella forma scolpita.
Le sculture per la pace
Il sospiro di Giuditta e Stop appartengono alla serie Mettiamo un fiore. Sculture per la Pace, pubblicata nel catalogo dell’artista nel 2024.
Sul marmo, materia insieme dura e sensibile, AlbertiniArt incide segni che dialogano con la figura e diventano messaggio: i fiori.
I fiori tracciati sul drappo di Giuditta e sulla scultura Stop non sono semplici elementi decorativi, ma richiami simbolici alla pace. Sono segni che l’artista recupera dalla tradizione e trasforma in linguaggio contemporaneo, per esprimere una richiesta necessaria e urgente.
Così anche Stop, con i fiori tipici della ricerca di AlbertiniArt, diventa un monito civile: fermare la guerra, interrompere la violenza, restituire alla materia una voce di pace.
The Sigh of Judith and Stop belong to the series Let’s Put a Flower. Sculptures for Peace, published in the artist’s catalogue in 2024.
On marble, a material both hard and sensitive, AlbertiniArt engraves signs that enter into dialogue with the figure and become a message: flowers.
The flowers traced on Judith’s drapery and on the sculpture Stop are not merely decorative elements, but symbolic calls for peace. They are signs that the artist recovers from tradition and transforms into a contemporary language, in order to express a necessary and urgent demand.
Thus Stop, too, with the flowers typical of AlbertiniArt’s research, becomes a civil warning: to stop war, interrupt violence, and give the material a voice of peace.
