bio scultura antropomorfa

bio scultura antromoforfa

Albertini Maria Lucia, instancabile sperimentatrice di nuove esperienze e di nuovi materiali, crea una serie di nuove sculture definita ” bio scultura antropomorfa“.

Termini che potrebbero sembrare uno “sciogli lingua”, ma che in realtà contengono tutto il senso della nuova ricerca concettuale e delle nuove opere di Albertini prodotte in serie limitata

Salvia danzante, tecnica legno e cera, dim. cm 92x55x80, a 2021

La nuova serie di sculture è definita “in progress” perché alcune di queste opere sarà fusa in bronzo, ed è nata nel periodo in cui era difficile raggiungere le fonderie. E’ nata così la necessità di una nuova ricerca concettuale come sperimentazione di nuovi materiali, il legno e la cera.

Perchè quindi questa nuova serie di scultura biorganica antropomorfa? 

Per prima cosa un oggetto è “bio”quando nel ciclo della sua vita ha rispettato della natura, e mira poi a preservare e a contenere l’impatto negativo del suo esistere sull’ambiente stesso che lo ha creato. Ed è organico semplicemente perchè è composto principalmente da sostanze organiche, ossia che hanno origine vegetale e animale.

Scultura bio quindi perchè Albertini, concettualmente parte dal presupposto che questi elementi non comportino la morte degli elementi che la compongono e perchè questa nuova serie di sculture, è composta da elementi bio, come il legno, la stoffa di cotone o la lana, e la cera.

Il secondo aspetto concettuale base della nuova serie di sculture “antropomorfe di Albertini” è che la scelta rappresentativa nasce dalla forma trovata in natura, senza che questo elemento venga modificato o contraffatto o adattato. La figura umana deve essere ed è considerata come elemento aggiunto non è la natura che si deve adattare all’uomo, ma è al contrario l’uomo che deve adattarsi alla natura .

Albertini non vuole intervenire sull’elemento modificato dalla natura, nel rispetto assoluto della sua forma originale, intervenire con la rappresentazione antropomorfa . Albertini contraria al taglio delle piante in quanto esseri viventi preziosi e intoccabili, usa solo elementi decomposti e corrosi dal tempo.

Alcune di queste nuove opere verranno riprodotte in bronzo e alluminio, mantenendo la loro forma originale biorganica senza che venga distrutto l’elemento originale che sarà mantenuto e conservato.

Queste opere sono tenute e presentate nella STANZA DELLE CERE a temperatura costante presso lo show room dell’artista e sono visibili su appuntamento.

“Non voglio creare sculture che si adeguano, vorrei solo lasciare sull’oggetto organico che trovo la mia impronta di pensiero e quello che quel pezzo di legno mi ha ispirato, senza distruggerlo senza modificarlo.

La suggestione antropomorfica di quanto trovato deve crescere dal mio pensiero e dalla mia volontà verso la sua nuova forma sull’oggetto che l’ha ispirata”.

Possono essere diversi i materiali che mi aiutano ad antropizzare il ritrovato organico, ma alla fine sarà sempre la forma ad avere la meglio.

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