Medardo Rosso

Per me scrive Rosso nel 1894 “è importante far dimenticare la materia; ciò che importa innanzitutto guardando un soggetto è che si possa percepire anche quello che manca.

Non ci sono limiti nella natura per cui non possono essercene neanche in un’opera.

“Quando faccio un ritratto non posso limitarlo alla luce della testa perché questa appartiene a un corpo che si trova in un ambiente che esercita un’influenza su di essa, fa parte di un tutto uno che non posso sopprimere. È per questo motivo che penso che sia impossibile vedere un cavallo con quattro gambe soltanto o un uomo come una bambola isolata nello spazio. Io sento che questo cavallo e questo uomo appartengono ad un tutto da quale non possono essere separati con l’ambiente di cui dover l’artista deve tener conto.”

Per Medardo Rosso la scultura è inserita all’interno di uno spazio che lui non riesce a dividere dalla figura la rappresentazione dello spazio in cui è inserita perché afferma che le sculture sono tutte di dimensione limitata . Le sue sculture sembrano non finire ; sono di dimensioni limitate e sembrano non finite e si presentano come frammenti divisi, come rilievi che emergono dalla materia uniforme e che lo spettatore deve guardare da un solo punto di vista ben preciso per cogliere il meglio della loro rappresentazione.

Qui il frammento non ha nulla a che fare con le soluzioni che avevano trovato gli scultori del passato ad esempio riferendosi ai frammenti classici e al non finito di Michelangelo.

Per Medardo Rosso la fluidità delle forme si crea con il variare della luce , che crea l’azione nel degradare le sue atmosfere e nella continuità tra quello che è l’immagine della scultura e il contesto in cui è inserita per una ricerca di fluidità evocativa dell’immagine.

Quindi Medardo Rosso ricerca il massimo di dinamicità e fluidità delle forme delle sue sculture sfruttano l’azione disintegrante della luce naturale. Con la luce la scultura di Medardo Rosso si anima e riscatta l’incanto estetico che scaturisce dalla trasformazione dell’impressione dirette creata della materia impregnata dalle vibrazioni luminose create sulle superfici modellate che non hanno confini definiti ma che si fondono con lo spazio ambientale. Per ottenere questo risultato Medardo Rosso arriva a prediligere come materiale la cera che tradizionalmente è usata per i bozzetti e per le fusioni a cera persa.

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