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STATEMENT
la mia ricerca artistica è legata alla materia e  alle impronte che “posso” lasciare nella materia. Qualsiasi materia, dalla creta, al  legno alla cera, alla stagnola, e poi fissarla per l’eternità nel BRONZO, IN FUSIONE A CERA PERSA.
 In controtendenza credo nella unicità dell’opera, e credo che la scultura non diversamente dalle opere pittoriche, deve essere considera un’opera d’arte univoca e  non la replica di altre mille copie identiche.   Ogni mia opera parte dalla ricerca e  dalla manipolazione della materia; l’aspetto figurativo viene usato con la precisa volontà di rendere più diretto e interpretabile il  messaggio estrinseco per poi portare ad una riflessione intima del messaggio intrinseco dato.
 Parto sempre dalla necessità di esprimere un’idea che si trasforma in immagine e in sensazioni, palpabili, che vengono fissate anche da una serie di prove grafiche e di studi, a volte queste idee vengono anche tradotte nei quadri che dipingo. Tutto questo traduce poi nel compimento delle mie opere tridimensionali, che possono essere di diversa dimensione.
 La mia scultura  nasce dall’unione della manipolazione della materia nonché  dalla stessa diversità  della materia e da quello che in quel momento devo esprimere e dal messaggio che intrinseco voglio dare. Tecnica, idea e sentimento e materiale, devono a mio parere nella scultura e in un opera tridimensionale, che in molti casi è tecnicamente molto più complessa di un opera pittorica, agire in parallele e insieme .
Le mie sculture sono opere uniche e si formano legandosi alle mie impronte che rimangono in ciascuna opera  in modo diversificato, rendendola unica e irripetibile, in particolare attraverso il processo di fusione delle cere, che imprime in ogni opera in eterno, la sua unicità.
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La mia ricerca è legata alla figura femminile.
La serie sulla punte del piede di singole fanciulle in “bronzo organico”   vogliono esprimere una malinconica serenità. La fanciulla che salta  sulla punte del piede  rappresenta, l’anima femminile stessa, che si vuole innalzare e  liberare  della materia di cui è fatta; per rinascere nel bronzo, diversa e unica come ogni essere. Per questo motivo ho chiamato le mie sculture in bronzo :” bronzo organico“. L’anima femminile e la sua bellezza che libera vive di eterna fanciullezza, che si eleva  della materia grezza all’eternità del bronzo; in una accezione romantica ed esistenzialista del termine.
La serie delle fanciulle sulle punte sono sono nate e realizzate prima dell’era covid.
Nel 2019/20, nasce Arianna scultura quasi neoclassica e Giuditta e Oloferne, opere di protesta e manieristiche, di evidente richiamo classico, dove sperimento la capacità tecnica scultorea su opere di grandi dimensioni. Adatte ad ambienti esterni  e a installazioni particolari. Vengono vendute in alluminio laccato. Sono le mie DONNE nella MITOLOGIA.  Sono opere di  DI CONTESTAZIONE:
Arianna, che “sola e isolata sull’isola di Nasso”  guarda assente e di stucco questa umanità, a cui aveva dato il filo per uscire dal labirinto. La mia Arianna come nella storia mitologica “ e oggi la natura” , guarda esterrefatta quello che questa umanità ha fatto contro se stessa con il covid…
Giuditta e Oloferne, anche questa è un’opera di grandi dimensioni, Giuditta dopo aver tagliato  la testa all’oppressore  si guarda attorno stupita della propria forza.
I riferimenti sono chiaramente  legati al voler dare un messaggio di forza e speranza alle donne contro la violenza e contro le prepotenze in genere.
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Nel periodo del lockdown ho prodotto la serie chiamata  “bio-scultura antropomorfa “.
Sono sculture legate al movimento di protesta della “paciamama”, della nostra madre terra.
Il rispetto per la natura che altri culture hanno mantenuto nei secoli come il Giappone e il Perù, dove ho avuto modo di andare e avvicinarmi, mentre noi lo abbiamo perso. Ed esprimono l’impellente necessità di portare rispetto alla nostra terra e alla nostra natura di esseri viventi.  Sono figure umane che si elevano da tronchi  e radici di albero in decomposizione,  che si trasformano in esseri umani,  proprio per evidenziare l’indissolubile legame che c’è tra l’essere umano e la madre terra, come un tutt’uno indissolubile.
 
my artistic research is linked to the material and to the footprints that ‘I can’ leave in the material. Any material, from clay, to wood to wax, to foil, and then fix it for eternity in BRONZE, IN LOST WAX CASTING.
In contrast, I believe in the uniqueness of the work, and I believe that sculpture, not unlike pictorial works, must be considered a unique work of art and not a replica of a thousand other identical copies. Each of my works starts from the research and manipulation of the material; the figurative aspect is used with the precise desire to make the extrinsic message more direct and interpretable and then lead to an intimate reflection of the given intrinsic message.
I always start from the need to express an idea that is transformed into an image and into palpable sensations, which are also fixed by a series of graphic tests and studies. Sometimes these ideas are also translated into the paintings I paint. All this then translates into the completion of my three-dimensional works, which can be of different dimensions.
My sculpture is born from the union of the manipulation of the material as well as from the same diversity of the material and from what at that moment I have to express and from the intrinsic message I want to give. In my opinion, technique, idea and feeling and material must act in parallel and together in sculpture and in a three-dimensional work, which in many cases is technically much more complex than a pictorial work.
My sculptures are unique works and are formed by binding to my footprints that remain in each work in a diversified way, making it unique and unrepeatable, in particular through the wax casting process, which imprints its uniqueness in each work forever.

My research is related to the female figure.
The series on the toes of individual girls in ‘organic bronze’ want to express a melancholy serenity. The girl who jumps on her toes represents, the female soul itself, that she wants to raise and free herself from the matter of which she is made; she to be reborn in bronze, she different and unique like every being. For this reason I have called my bronze sculptures: ‘organic bronze’. The female soul and the beauty of her that frees lives from eternal childhood, which rises from the raw material to the eternity of bronze; in a romantic and existentialist meaning of the term.
The girls on toes series were born and made before the covid era.
In 2019/20, Arianna was born as an almost neoclassical sculpture and Judith and Holofernes, protest and mannerist works, of evident classic appeal, where I experiment the sculptural technical ability on large works. Suitable for outdoor environments and special installations. They are sold in lacquered aluminum. They are my WOMEN in MYTHOLOGY. They are works by DI CONTESTZIONE:
Ariadne, who ‘alone and isolated on the island of Naxos’ looks absent and stunned at this humanity, to which she had given the thread to get out of the labyrinth. My Ariadne as in the mythological story ‘and today nature’ looks astonished at what this humanity has done against itself with the covid …
Judith and Holofernes, this is also a large work, Judith after cutting off the oppressor’s head looks around her amazed at her strength.
The references are clearly linked to wanting to give a message of strength and hope to women against violence and bullying in general.
In the period of the lockdown I produced the series called ‘anthropomorphic bio-sculpture’.
They are sculptures linked to the protest movement of the ‘paciamama’, of our mother earth.
The respect for nature that other cultures have maintained over the centuries such as Japan and Peru, where I was able to go and get closer, while we have lost it. And they express the urgent need to respect our land and our nature as living beings. They are human figures that rise from the trunks and roots of a decaying tree, which are transformed into human beings, precisely to highlight the indissoluble bond that exists between the human being and mother earth, as an indissoluble whole..
 
 

“Bronzo organico”, perchè l’impronta che voglio imprimere fa ri-vivere la materia in una sua nuova forma e gli da una nuova anima.”

…”Bronzo organico ” : perchè sulle mie figure voglio che resti addosso la materia che le hanno composte, il tormento della mia impronta. Impronte sui corpi, sui vestiti, sui volti, quali particolari irripetibili e unici che devono rimanere impressi nella plasticità materica delle mie opere…

Non è facile liberarsi della materia di cui siamo fatti, perché questa rimarrà addosso come un impronta nell’anima del soggetto. Per questo amo anche sperimentare nuovi materiali, ma “le sculture in bronzo sono eterne.” Legare  all’eternità del bronzo  la mia scultura è per me  l’eternità. Mentre nella mia bio-scultura antropomorfa, la mia impronta si materializza nell’idea che trasforma la forma originale dell’elemento naturale che l’ha stimolata.

bronzo organico

” le mie sculture sono figure che vogliono innalzarsi dalla materia e vivere; ma la materia “della loro nascita” , quella con cui sono state plasmate, rimane loro addosso: negli abiti, nei capelli, ai piedi” La materia rimane loro addosso come una memoria primordiale e una matrice indissolubile della propria origine..

Breve bio -Maria Lucia Albertini, fin da piccola aveva la predisposizione per la scultura, dopo gli studi il Liceo Artistico, la laurea in Architettura, il Libero Nudo al Brera e in parallelo operare come architetto, negli anni ha sviluppato la sua poetica artistica legata alla figura umana, alla luce, al segno dando importanza alle impronte l’artista  lascia nella materia. Grazie al suo talento poliedrico, realizza, oltre alla diversificata produzione di dipinti, numerose sculture in alluminio, in bronzo, in resina, in legno e cera e ceramica .
Nel corso degli anni ha realizzato numerose opere diversificandole. Abbiamo la “serie dei bronzi antichi“, la “sulla punta del piede” in bronzo organico, termine per definire la particolare lavorazione dei suoi bronzi colorati, gli affascinanti pezzi unici in legno-cera della serie bio-scultura antropomorfa opere lega il concetto ecologico e natura.
Albertini Maria Lucia spazia nella sua produzione da piccole sculture laccate in oro, della “serie sacro e profano” come le mani sollevate dell’opera “c. nineteen”, alle camicie in alluminio, alle sculture di grandi dimensioni della serie LE MIE DONNE “nella Mitologia”.
Brief bio -Maria Lucia Albertini, from an early age she had a predisposition for sculpture, after studying the Art School, a degree in Architecture, the Libero Nudo al Brera and in parallel working as an architect, over the years she has developed her artistic poetics linked to the human figure, to light, to the sign, giving importance to the footprints the artist leaves in the material. Thanks to her multifaceted talent, she realizes, in addition to the diversified production of paintings, numerous sculptures in aluminum, bronze, resin, wood and wax and ceramics.
Over the years you have created numerous works and diversified them. We have the ‘series of ancient bronzes’, the ‘on the tip of the foot’ in organic bronze, a term to define the particular processing of his colored bronzes, the fascinating unique wood-wax pieces of the anthropomorphic bio-sculpture series works links the ecological concept and nature.
Albertini Maria Lucia ranges in her production from small sculptures lacquered in gold, from the ‘sacred and profane series’ like the raised hands of the work ‘c. nineteen ”, to the aluminum shirts, to the large sculptures of the series MY WOMEN“ in Mythology ”.


nota critica

“le opere di Albertini sono rappresentazioni uniche, che nascono direttamente dalla manipolazione dalla materia, da un’idea che parte dal cuore, dalla capacità di manipolazione della materia, dall’esperienza e dalla conoscenza della figura umana: ” 2014 vedi Juliet Art Magazine articoli. Critico d’arte Liviano Papa:

Ogni scultura di Albertini è unica, diversa e irripetibile. Infatti Albertini che si allontana volutamente dalle opere eseguite in serie, lavora ogni singola cera in modo tale che sia diversa, singolare e irripetibile dalle altre copie come se fosse un quadro. Le sue sculture in bronzo fuso a cera persa, sono da intendersi quindi come opere prime, anche se viene mantenuta con rigorosità la canonica numerazione di 8 copie più 4 per ogni serie prodotta. Nelle opere in bronzo i colori delle patine sono unici e preziosi, quale ultimo tocco che completa la unicità e la singolarità di ogni scultura di Albertini.