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about me: aa architetto e artista

due “aa“, arte e architettura che in Maria Lucia Albertini, in arte solo Albertini, si sono coniugate e integrate negli anni Esprimendosi oggi nella forma artistica più complessa tridimensionale : la scultura.

about me: aa architetto e artista

due “aa“, arte e architettura che in Maria Lucia Albertini,   si sono  sempre coniugate e integrate negli anni, nell’architettura e nella tridimensionalità spaziale dei suoi soggetti artistici.

 Dopo gli studi artistici, Liceo Artistico di Novara, in cui M. L. Albertini ha avuto modo di incontrare insegnati significativi per la sua formazione artistica; come lo scrittore S. Vassalli , il critico d’arte G. Quaglino, e artisti come B. Polver, G. Bozzola, prosegue gli studi laureandosi con il massimo dei voti alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, dove si è anche specializzata in storia dell’arte, con il Prof. Filosofo dell’Arte Mario De Micheli, e dove ha potuto seguire con passione i corsi del Prof. Corrado Levi oggi presente alla Triennale, per non parlare dei famosi M. Zanuso, A. Rossi.

Due passioni architettura e arte, che Maria Lucia Albertini ha sempre unito e perseguito con determinazione e coerenza.  Nell’ambito della professione di architetto ha raggiunto livelli di specializzazione nel recupero storico architettonico tali da permettergli di poter lavorare su importanti immobili storici e di affiancarsi a importanti gruppi progettuali nazionali e internazionali. Oltre alle consulenze nei campi vari della architettura, dell’urbanistica e dell’arredamento, ha realizzato come progettista e direttore di cantiere numerosi opere edilizie di prestigio, non ultima la sua tenuta denominata “Cascina dell’Antica Fonte Strola” in Gattico, dove opera e lavora, in cui mantiene un’esposizione permanente delle sue opere.

Parallelamente alla professione di architetto Albertini segue, presso l’Accademia del Brera di Milano superando l’esame di ammissione, il corso Specialistico del Libero Nudo per approfondire lo studio della figura umana, sua particolarità artistica e produce negli anni numerosi quadri e sculture. I soggetti preferiti da M. L. Albertini sono appunto le figure umane, per lo più femminili, riprese in attimi che vengono fissati nella materia come ricordi sospesi.

Al centro del suo pensiero c’è l’essere umano, di cui in particolare, ama esaltarne la bellezza, rappresentando fanciulle o ragazzi, in movimento, con animali: gatti, cani; ritraendo attimi di vita,  soffi di vento, un salto o una corsa .

Di particolare interesse sono le sue sculture in bronzo a cera persa che ama rifinire con patine colorate a caldo, e i suoi dipinti su lastre di ottone, opere che hanno avuto un ottimo apprezzamento di critica. Maria Lucia Albertini, perseguendo la sua attività di architetto e artista indipendente, ha esposto negli anni in diverse sedie gallerie, Torino, Genova, Parma, Lucca, Padova, Roma, Berlino, Londra, Lugano. E partecipa ogni anno con successo a  diverse  manifestazioni artistiche espositive personali e collettive.

Per le sue lastre in ottone dipinte Albertini, è stata definita dal critico Foppiani nel corso della sua personale del 2012: “l’artista della luce”.  E nel 2018 ha esposto con una personale negli eventi della 57°Biennale di Venezia, con curatore e critico il Prof.G. Grasso e nelle sedi di Venezia e Padova con il prof. V. Sgarbi, ed è stata selezionata per partecipare agli Eventi Espositivi di Milano Scultura, oltre alle diverse esposizioni personali curate dal critico d’arte Liviano Papa. Il filosofo Giannino Piana l’ha definita l’artista che persegue il “bello del classicismo nel bello contemporaneo”.

Dal 2017 è presente e quotata sul “Catalogo dell’Arte Moderna Italiana” Mondadori, ed è presente su diverse riviste d’arte contemporanea e di settore come Juliet ed Arte.

Così come nei suoi dipinti e nelle sue lastre di ottone, viene data importanza alla traccia e alla gestualità del segno da cui appaiono la figure interpretate;  così nelle sue sculture, e in particolare nelle sue sculture in bronzo e alluminio a cera persa, realizzate in diverse dimensione, Albertini da importanza alle sue impronte che lascia nella materia, quali segni che realizzano le sue opere, definendo così la sue creazione come un nuovo ed unico organismo raro e irripetibile, da qui nasce il suo termine unico e persoanle di “bronzo organico”.

Tutte le sue sculture sono opere uniche, così come i quadri, per Albertini, in controtendenza alla proliferazione delle copie e riproduzioni maniacale delle sculture, ogni opera deve essere unica, per questa ragione lavora personalmente ogni cera prima della loro fusione a cera persa.

Secondo la critica, Albertini Maria Lucia “reinventa” un nuovo modo di fare scultura: attingendo dal passato e delle nostre radici classiche, reiterpreta la figura umana in chiave contemporanea, e come ha affermato Giannino Piana,   considera la bellezza come ultimo coerente risultato della manipolazione della materia in cui imprimere le proprie impronte.

Viene definita da Ilaria Centola, director di Milano Scultura ” l’artista che fa sculture moderne con uno sguardo al passato”.  Albertini  è una delle rare donne scultrici del metallo, presenti oggi sul mercato, un’artista architetto che pur andando contro corrente con le sue rappresentazioni figurative,  ha coerentemente mantenuto viva e perseguito negli anni  la sua ricerca sulla figura umana, interpretandola nei suoi dipinti e oggi anche nella difficile tecnica della scultura.

Nascono così le sue sculture in “BRONZO ORGANICO” presentate con successo negli eventi della Biennale di Venezia del 2017. Instancabile sperimentatrice prosegue la sua ricerca con nuovi materiali, come la cera e il legno con le sue preziose sculture da lei definite “BIO-SCULTURE ANTROPOMORFE” legate ai temi attuali della natura e dell’ecologia, sino alle sue opere di grandi dimensioni in alluminio e in resina laccata, della serie “DONNE NELLA MITOLOGIA“, definite opere di “contestazione“, presentate a Milano scultura nel 2021 e a Orta San Giulio 2022, in cui è ancora in corso una mostra personale nella Galleria Antico Borgo di Crepaldi Luciano della Galleria Rotaross, mostra che si protrarrà per tutto ottobre, in contemporanea con la mostra SOS Umanity della Fondazione Giacomini.

“La scultura è per me il momento in cui la mia emozione si materializza nella rappresentazione che si riscatta ed esce dalla materia elevandosi in immagine. Il soggetto si trasforma così in una rappresentazione che  vive in autonomia, con una sua anima rinascendo nella materia stessa di cui è fatto … ”

STATEMENT
la mia ricerca artistica è legata alla materia e  alle impronte che “posso” lasciare nella materia. Qualsiasi materia, dalla creta, al  legno alla cera, alla stagnola, e poi fissarla per l’eternità nel BRONZO, IN FUSIONE A CERA PERSA.
 In controtendenza credo nella unicità dell’opera, e credo che la scultura non diversamente dalle opere pittoriche, deve essere considera un’opera d’arte univoca e  non la replica di altre mille copie identiche.   Ogni mia opera parte dalla ricerca e  dalla manipolazione della materia; l’aspetto figurativo viene usato con la precisa volontà di rendere più diretto e interpretabile il  messaggio estrinseco per poi portare ad una riflessione intima del messaggio intrinseco dato.
 Parto sempre dalla necessità di esprimere un’idea che si trasforma in immagine e in sensazioni, palpabili, che vengono fissate anche da una serie di prove grafiche e di studi, a volte queste idee vengono anche tradotte nei quadri che dipingo. Tutto questo traduce poi nel compimento delle mie opere tridimensionali, che possono essere di diversa dimensione.
 La mia scultura  nasce dall’unione della manipolazione della materia nonché  dalla stessa diversità  della materia e da quello che in quel momento devo esprimere e dal messaggio che intrinseco voglio dare. Tecnica, idea e sentimento e materiale, devono a mio parere nella scultura e in un opera tridimensionale, che in molti casi è tecnicamente molto più complessa di un opera pittorica, agire in parallele e insieme .
Le mie sculture sono opere uniche e si formano legandosi alle mie impronte che rimangono in ciascuna opera  in modo diversificato, rendendola unica e irripetibile, in particolare attraverso il processo di fusione delle cere, che imprime in ogni opera in eterno, la sua unicità.
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La mia ricerca è legata alla figura femminile.
La serie sulla punte del piede di singole fanciulle in “bronzo organico”   vogliono esprimere una malinconica serenità. La fanciulla che salta  sulla punte del piede  rappresenta, l’anima femminile stessa, che si vuole innalzare e  liberare  della materia di cui è fatta; per rinascere nel bronzo, diversa e unica come ogni essere. Per questo motivo ho chiamato le mie sculture in bronzo :” bronzo organico“. L’anima femminile e la sua bellezza che libera vive di eterna fanciullezza, che si eleva  della materia grezza all’eternità del bronzo; in una accezione romantica ed esistenzialista del termine.
La serie delle fanciulle sulle punte sono sono nate e realizzate prima dell’era covid.
Nel 2019/20, nasce Arianna scultura quasi neoclassica e Giuditta e Oloferne, opere di protesta e manieristiche, di evidente richiamo classico, dove sperimento la capacità tecnica scultorea su opere di grandi dimensioni. Adatte ad ambienti esterni  e a installazioni particolari. Vengono vendute in alluminio laccato. Sono le mie DONNE nella MITOLOGIA.  Sono opere di  DI CONTESTAZIONE:
Arianna, che “sola e isolata sull’isola di Nasso”  guarda assente e di stucco questa umanità, a cui aveva dato il filo per uscire dal labirinto. La mia Arianna come nella storia mitologica “ e oggi la natura” , guarda esterrefatta quello che questa umanità ha fatto contro se stessa con il covid…
Giuditta e Oloferne, anche questa è un’opera di grandi dimensioni, Giuditta dopo aver tagliato  la testa all’oppressore  si guarda attorno stupita della propria forza.
I riferimenti sono chiaramente  legati al voler dare un messaggio di forza e speranza alle donne contro la violenza e contro le prepotenze in genere.
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Nel periodo del lockdown ho prodotto la serie chiamata  “bio-scultura antropomorfa “.
Sono sculture legate al movimento di protesta della “paciamama”, della nostra madre terra.
Il rispetto per la natura che altri culture hanno mantenuto nei secoli come il Giappone e il Perù, dove ho avuto modo di andare e avvicinarmi, mentre noi lo abbiamo perso. Ed esprimono l’impellente necessità di portare rispetto alla nostra terra e alla nostra natura di esseri viventi.  Sono figure umane che si elevano da tronchi  e radici di albero in decomposizione,  che si trasformano in esseri umani,  proprio per evidenziare l’indissolubile legame che c’è tra l’essere umano e la madre terra, come un tutt’uno indissolubile.
 

my artistic research is linked to the material and to the footprints that ‘I can’ leave in the material. Any material, from clay, to wood to wax, to foil, and then fix it for eternity in BRONZE, IN LOST WAX CASTING.
In contrast, I believe in the uniqueness of the work, and I believe that sculpture, not unlike pictorial works, must be considered a unique work of art and not a replica of a thousand other identical copies. Each of my works starts from the research and manipulation of the material; the figurative aspect is used with the precise desire to make the extrinsic message more direct and interpretable and then lead to an intimate reflection of the given intrinsic message.
I always start from the need to express an idea that is transformed into an image and into palpable sensations, which are also fixed by a series of graphic tests and studies. Sometimes these ideas are also translated into the paintings I paint. All this then translates into the completion of my three-dimensional works, which can be of different dimensions.
My sculpture is born from the union of the manipulation of the material as well as from the same diversity of the material and from what at that moment I have to express and from the intrinsic message I want to give. In my opinion, technique, idea and feeling and material must act in parallel and together in sculpture and in a three-dimensional work, which in many cases is technically much more complex than a pictorial work.
My sculptures are unique works and are formed by binding to my footprints that remain in each work in a diversified way, making it unique and unrepeatable, in particular through the wax casting process, which imprints its uniqueness in each work forever.


My research is related to the female figure.
The series on the toes of individual girls in ‘organic bronze’ want to express a melancholy serenity. The girl who jumps on her toes represents, the female soul itself, that she wants to raise and free herself from the matter of which she is made; she to be reborn in bronze, she different and unique like every being. For this reason I have called my bronze sculptures: ‘organic bronze’. The female soul and the beauty of her that frees lives from eternal childhood, which rises from the raw material to the eternity of bronze; in a romantic and existentialist meaning of the term.
The girls on toes series were born and made before the covid era.
In 2019/20, Arianna was born as an almost neoclassical sculpture and Judith and Holofernes, protest and mannerist works, of evident classic appeal, where I experiment the sculptural technical ability on large works. Suitable for outdoor environments and special installations. They are sold in lacquered aluminum. They are my WOMEN in MYTHOLOGY. They are works by DI CONTESTZIONE:
Ariadne, who ‘alone and isolated on the island of Naxos’ looks absent and stunned at this humanity, to which she had given the thread to get out of the labyrinth. My Ariadne as in the mythological story ‘and today nature’ looks astonished at what this humanity has done against itself with the covid …
Judith and Holofernes, this is also a large work, Judith after cutting off the oppressor’s head looks around her amazed at her strength.
The references are clearly linked to wanting to give a message of strength and hope to women against violence and bullying in general.
In the period of the lockdown I produced the series called ‘anthropomorphic bio-sculpture’.
They are sculptures linked to the protest movement of the ‘paciamama’, of our mother earth.
The respect for nature that other cultures have maintained over the centuries such as Japan and Peru, where I was able to go and get closer, while we have lost it. And they express the urgent need to respect our land and our nature as living beings. They are human figures that rise from the trunks and roots of a decaying tree, which are transformed into human beings, precisely to highlight the indissoluble bond that exists between the human being and mother earth, as an indissoluble whole..
…La materia in se, con cui sono fatte le sculture, non è fondamentale. Una scultura potrebbe essere fatta con qualsiasi materiale, infatti amo sperimentare nuove tecniche, ma il bronzo, è il materiale che prediligo. Il bronzo è per me, un materiale organico, freddo ma vivo, mutante ma inalterabile. Una scultura in bronzo racchiude in se tutto il fascino del tempo e della storia dell’uomo.