AlbertiniArt

E’ una poetica figurativa fuori dal tempo

In un’epoca dominata dalla ripetizione sterile e dall’estetica del nulla, Albertiniart rivendica l’importanza del figurativo simbolico come forma di identità artistica profonda, non seriale.
Non c’è nostalgia nel suo sguardo classico, ma una volontà di futuro: quella di dare nuova voce all’umano in un tempo che tende a disumanizzare.


E’ Arte per chi sa ancora ascoltare

Le opere di AlbertiniArt non cercano spettatori distratti.

Chiedono attenzione lenta, silenzio e risonanza interiore.
Sono pensate per abitare case, luoghi di senso.

Non seducono: resistono.
E in questa resistenza si fanno presenza, preghiera civile, gesto di bellezza .


Sono sculture del tempo ferito
Le opere di AlbertiniArt attraversano diversi materiali e soggetti, ma rispondono a un’unica necessità: ascoltare il corpo dell’umanità nel suo limite.
Dalla mitologia al presente, dalla ceramica al bronzo, ogni figura rappresenta un frammento fragile del nostro esistere: donne in bilico, esseri feriti, semi di rinascita.
Non c’è ripetizione, ma ricorrenza, una pluralità di voci per una sola verità: l’arte è testimonianza, non decorazione, per questo non c’è ripetizione monotona di stile o di soggetto.

Manifesto della poetica simbolica di Albertiniart

Sculture del tempo ferito


Un’identità che crea con il cambiamento

AlbertiniArt non replica, non decora, non rincorre l’effetto: interpreta.
L’intera produzione artistica – dal marmo al legno, dal bronzo alla ceramica – è una ricerca continua sul corpo simbolico, inteso come luogo in cui si iscrivono le tensioni della storia, le cicatrici dell’esistenza, le resistenze del presente.

La varietà dei materiali non è dispersione, ma traduzione poetica.
Ogni scultura, anche nella sua unicità, partecipa a un unico respiro artistico: quello dell’arte come atto civile e visione interiore.


Temi e soggetti che ritornano, come archetipi

Dietro ogni serie di opere si riconosce un centro tematico costante: l’umano nella sua fragilità e nel suo coraggio.
Le variazioni di soggetto (mitologia, femminile, pandemia, pace) sono declinazioni di un’unica tensione: dare forma a ciò che la società tende a silenziare.

  • Le donne della mitologia (Medusa, Arianna, Giuditta) sono figure di resistenza e complessità.
  • Le ragazze sulla punta parlano di equilibrio precario, di tensione invisibile nel quotidiano femminile.
  • Le biosculture riflettono sul corpo durante la pandemia, su isolamento, ferita, ma anche su rinascita.
  • Le sculture per la pace testimoniano la tragedia della guerra, in opposizione alla retorica dell’indifferenza.

Ogni serie è un capitolo di un’unica narrazione simbolica.


La coerenza è nell’etica, non nella formula

AlbertiniArt si oppone alla logica del mercato che esige “lo stile riconoscibile a colpo d’occhio”.
Non c’è bisogno di ripetere lo stesso soggetto per essere fedeli a sé stessi.
La vera coerenza è etica prima che estetica: essere fedeli a uno sguardo sul mondo, non a una formula grafica, la tensione emotiva dei soggetti e la loro creazione nell’impronta dell’artista è la riconoscibilità e l’unicità delle sue opere di Albertiniart.

In un panorama artistico dominato dalla reiterazione strategica, la sua arte è un esempio raro di molteplicità coerente: ogni opera è diversa, ma tutte parlano lo stesso linguaggio del simbolo, della memoria, della bellezza inquieta, dell’umanità.


Sculture come testimoni del presente

Albertiniart scolpisce corpi che non urlano, ma interrogano.
La scultura è il luogo della lentezza, della permanenza, della sacralità laica.
Non cerca il consenso, ma un dialogo silenzioso con chi sa ancora ascoltare.


I materiali si caricano di senso:

  • Il legno conserva il respiro della natura e la fragilità del tempo.
  • Il bronzo trattiene l’eco della storia.
  • La ceramica si frantuma e si ricompone, come la memoria collettiva.
  • Il marmo evoca la bellezza ferita, quella che non ha paura di mostrarsi imperfetta.

Verso una poetica dell’insieme

La visione di AlbertiniArt si può definire come una poetica del tempo ferito:
un’arte che non teme di cambiare materia o soggetto, ma resta fedele a una verità profonda:

AlbertiniArt lavora per temi, per urgenze, per ascolto simbolico del reale.
Ed è questa capacità di trasformare l’esperienza umana in immagine permanente che unifica tutta la sua produzione, senza necessità di ripetizione meccanica o imitazione di se stessa.