Cicli pittorici – Painting Cycles
Quadri, lastre in ottone e pubblicazioni un dialogo tra pittura e scultura: mito, memoria e contemporaneità.
Paintings, Brass Plates and Publications: a Dialogue Between Painting and Sculpture — Myth, Memory and the Contemporary World
Il lavoro pittorico e grafico di AlbertiniArt costituisce una dimensione autonoma e, al tempo stesso, complementare alla scultura. Nel corso degli anni la ricerca si è progressivamente ampliata, comprendendo, accanto ai dipinti su tela, opere realizzate su lastre di ottone.
I dipinti nascono come appunti di luce e di memoria, spazi di riflessione interiore nei quali colore, segno e figura esprimono la stessa tensione simbolica presente nelle forme tridimensionali. Non si tratta di una pittura puramente decorativa, ma di una vera scrittura per immagini: frammenti di memoria, intuizioni e presenze che affiorano sulla superficie.
«Ogni opera autentica è un segno che rinvia oltre se stesso.»
— Umberto Eco
Le lastre in ottone introducono un linguaggio ulteriore e originale. Incisa, ossidata e attraversata da ombre e bagliori, la superficie metallica diventa una pagina di scrittura visiva, uno spazio nel quale si depositano impronte, ferite e stratificazioni del tempo.
L’ottone trattiene la luce e la restituisce in riflessi mutevoli, ma conserva anche una qualità più dura e resistente. In queste opere il gesto non si esaurisce nell’istante della sua esecuzione: si cristallizza nella materia e permane come traccia.
Pittura, grafica e superfici metalliche formano così un linguaggio simbolico capace di interrogare il presente senza rinunciare alle radici classiche e figurative della ricerca di AlbertiniArt. Il colore, il segno e la materia diventano strumenti per parlare dell’essere umano, della memoria e della fragilità del nostro tempo.

Serie dipinti sculture effimere, 2024

Serie Trsfigurazione Medusa, 2023

Serie sculture effimere, 2023
Dipinti e pezzi speciali – Paintings and Special Works

Tieniti, 2019

L’abbraccio, 2020

L’angelo, 2023

Serie tele
L’elefante che si gratta

Medusa nel colore

Dipinti su lastre d’oro
Angelo addormentato

Lo schiavo, 2002

Donna con pelliccia, 2011
lastra in ottone dipinta,

La berbera, 2005
Serie Deserto

Ales, 2001

Lastre in ottone

Acquarello

Donna di corsa, 1990

Serie Volti, 2023

Serie Donne, 2000

Serie famiglia
Lastre in ottone – Brass Plates
Le lastre in ottone, con le loro ossidazioni e incisioni, ampliano questo orizzonte di ricerca. La superficie metallica diventa uno spazio di impronte e stratificazioni, una materia capace di trattenere la luce e l’ombra e di custodire una temporalità più intensa e resistente. In queste opere il gesto non si esaurisce nell’istante, ma si fissa nella materia e permane come traccia.
The brass plates, with their oxidations and engravings, expand this field of research. The metal surface becomes a space of imprints and stratifications, a material capable of retaining light and shadow and of preserving a more intense and enduring sense of time. In these works, the gesture does not disappear in the moment, but becomes fixed in the material and remains as a trace.

ragazza in jeans
dim. 90 x 100 cm

dipinti vari
dim. 30×100 cm

tribale
dim. 30×100 cm
Fare della pittura e della materia un linguaggio simbolico che interroga l’oggi, senza smettere di custodire radici classiche e figurative.
La pittura e le superfici incise di AlbertiniArt costituiscono un laboratorio di ricerca parallelo alla scultura, nel quale la materia si trasforma in segno, racconto e memoria. I dipinti non sono semplici esercizi cromatici, ma frammenti di una narrazione interiore: figure, simboli e paesaggi mentali si depositano sulla tela come stratificazioni del tempo.
Accanto alla ricerca pittorica, le lastre in ottone aprono un percorso autonomo. Il metallo, inciso e ossidato, è attraversato da graffi, pieghe, ombre e bagliori; la superficie diventa così luogo di scrittura, testimonianza e ferita. L’ottone, tradizionalmente legato all’artigianato e all’arte sacra, viene reinterpretato come materia contemporanea, capace di custodire le tracce del gesto e della memoria.
Impronte e segni. Sculture e dipinti (2024) è un catalogo monografico che riunisce opere, immagini e testi critici, offrendo una lettura complessiva della ricerca di AlbertiniArt e del suo linguaggio simbolico.
Catalogo anno 22. 101 pensieri dipinti per una storia illustrata (2025) assume invece la forma di un diario visivo: centouno opere pittoriche compongono una narrazione collettiva, una memoria civile e una riflessione estetica sulla fragilità del presente.
In entrambe le pubblicazioni emerge l’idea del libro come naturale prolungamento dell’opera: uno spazio nel quale immagini e parole si incontrano per costruire un archivio simbolico, aperto alla memoria individuale e universale. forza l’idea che arte e libro possano unirsi per generare un archivio simbolico, aperto e universale.
The paintings and engraved surfaces of AlbertiniArt form a field of research parallel to sculpture, in which matter is transformed into sign, narrative, and memory. The paintings are never merely exercises in colour, but fragments of an inner narrative: figures, symbols, and mental landscapes settle upon the canvas like layers of time.
Alongside the pictorial research, the brass plates open an independent path of investigation. Engraved and oxidised, the metal is traversed by scratches, folds, shadows, and flashes of light; the surface thus becomes a place of writing, testimony, and wounds. Brass, traditionally associated with craftsmanship and sacred art, is reinterpreted as a contemporary material capable of preserving the traces of gesture and memory.
Imprints and Signs. Sculptures and Paintings (2024) is a monographic catalogue bringing together artworks, images, and critical texts, offering a comprehensive reading of AlbertiniArt’s research and symbolic language.
Year 22 Catalogue. 101 Painted Thoughts for an Illustrated Story (2025), on the other hand, takes the form of a visual diary: one hundred and one paintings compose a collective narrative, a civic memory, and an aesthetic reflection on the fragility of the present.
In both publications, the book emerges as a natural extension of the artwork: a space in which images and words meet to create a symbolic archive, open to both individual and universal memory.