Step Art Fair 2021, Milano Scultura

Albertini la scultrice contemporanea che ha uno sguardo verso il passato

In questa edizione la scultrice Albertini ha presentato le sue ultime realizzazioni, della serie la donna nella mitologia: Giuditta e Oloferne, e Arianna nella mitologia. Due sculture di dimensione naturale, proposte in alluminio laccato. Le Opere realizzate nel periodo di isolamento a causa della pandemia, sono le prime due questa serie di grandi opere che Albertini sta producendo.

Le due opere, Arianna che da il filo per uscire dal labirinto e Giuditta la donna che si ribella e libera il suo popolo, sono state installate per Milano Scultura su grandi cubi avvolti per creare una scenografia di unione tra le due opere e sculture in bronzo organico sospese sulla punta del piede.

L’equilibrio femminile e la risposta contro la violenza questo sono i temi toccati da Albertini in questo esposizione, con una sottile sintesi filosofica e interpretativa, come afferma Liviano Papa,

Sono opere queste di Albertini, che richiamano i grandi temi della condizione femminile nel mondo, contro la violenza alle Donne, del più Debole in genere e contro la violenza alla Natura.

Giuditta che uccide Oloferne, la cui rappresentazione da sempre nella storia dell’arte è legata a Caravaggio e ad Artemisia Gentileschi, ai temi della ribellione, del più debole che vince contro il più forte, contro la violenza di genere alle donna, ma anche contro la violenza in generale. Sono temi importanti che oggi in questo momento di grande sofferenza per l’umanità e di recrudescenza dei femminicidi e delle violenze, si fanno sempre più importanti. Albertini con Giuditta vuole lanciare un messaggio importante: la necessità di liberare, di tagliare la testa al mostro oppressore.

Giuditta libera se stessa e il suo popolo dalla violenza ed ha un sguardo stupito quasi per esserci riuscita. Appoggia la spada sulle sue ginocchia e tra le ginocchia tiene la testa dell’oppressore.

  • volto di giuditta
  • giuditta e oloferne intera
  • crititca Papa
  • oloferne

La scultura di “Arianna” di Albertini è rappresentata quando fissa come il sale, dopo l’abbandono di Teseo, il nulla, con lo sguardo perso, ed ha accanto a se il filo che ha donato a Teseo per entrare nel labirinto, come dice il mito; ma nel caso dell’installazione a Milano Scultura di Albertini, il filo donato a Teseo, è un tralcio di vite morta per il gelo nel periodo del look-dawn.

Il simbolico filo di Arianna rappresentato dal trancio di vite è voluto per esprimere e rappresentare la necessità dell’umanità di ritrovare, dal labirinto della attuale confusione, la strada verso la natura, perché è solo attraverso la natura, che possiamo oggi pensare di ritrovare noi stessi.

L’ Arianna che nella mitologia dava a Teseo il filo per uscire dal labirinto dopo avere ucciso il mostro Minotauro. Da Oggi nell’Arianna di Albertini un “suo filo” simbolicamente trasformato in tralcio di vite per raccomandandoci di seguire la natura, proteggendola, per uccidere il mostro della pandemia che ancora ci assedia.

L’umanità è responsabile di essere entrata nel labirinto della natura e di averne stravolto le sue regole, solo con la natura, possiamo riconquistare la nostra libertà questo è il mesaggio della scutura di Arianna nella Mitologia con tralcio di vite.

Accanto alle due grandi opere di Arianna e Giuditta e Oloferne, sono esposte le sculture in bronzo organico della serie sulla punta dei piedi.

Anche queste opere toccano e sono legate al tema del femminile e del suo equilibrio

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