“Giuditta e Oloferne” la nuova scultura di Albertini rappresentazione del riscatto delle vittime alla violenza

giuditta e oloferne intera
Giuditta e Oloferne scultura contemporanea by Albertini visione opera intera “prova d’artista” in resina.

Questa opera nasce dalla ricerca di Albertini sul femminino per rappresentarne la bellezza, la forza e il coraggio delle donne in questa epoca difficile.

E’ contro gli abusi, contro la violenza in genere, per dare voce e coraggio alle vittime affinché abbiano il coraggio di ribellarsi ai soprusi e alle violenze.

Giuditta che sopprime Oloferne è il simbolo del riscatto della donna e del più debole contro la violenza, è la rappresentazione della liberazione della donna e del suo popolo. E’ la ri-vincita dei deboli contro gli oppressori e i violenti.

L’opera è realizzata a grandezza naturale ed è proposta in alluminio laccato per le collocazioni al chiuso, in acciaio verniciato per le esposizioni all’esterno, verrà realizzata anche in marmo bianco in bronzo. in grande dime di grandi dimensioni è realizzata in alluminio laccato.

Giuditta nella storia

Giuditta viene rappresentata in diverse pose: mentre affonda la spada, in Caravaggio e Artemisia, o appena dopo l’uccisione di Oloferne, con guizzi e sguardi, con la sua ancella o mentre porta la testa di Oloferne nella cesta come per Michelangelo. Tutte le rappresentazioni di Giuditta hanno come simbolismo la testa di Oloferne e la spada. Oloferne essendo un Assiro Babilonese viene sempre rappresentato con la barba, anche Caravaggio lo rappresenta come suo autoritratto con una folta barba nera.

Perché affascina questa storia ci si chiede? La giovane Giuditta non era una sprovveduta, era una vedova, e ha saputo usare la sua bellezza e la sua astuzia per liberarsi dall’oppressore. Rappresenta una delle poche figure femminili nella storia, che vedono la donna vincente eroina, capace di agire contro la prepotenza e la forza, come un David che uccide Golia, al femminile, il debole che uccide il forte.

Questo è il fascino di questo personaggio, per questo ho voluto rappresentare la mia Giuditta.

La mia Giuditta è rappresentata appena dopo la grande sfida. Dopo l’uccisone di OLoferne si butta in ginocchio, in una posa sospesa con la grande spada tra le mani e con un sospiro di sollievo, rimane stupita della sua forza. Ha ancora lo sguardo spaventato e la bocca socchiusa. Simbolicamente la testa di Oloferne è tra le sue ginocchia. Oloferne è glabro come gli oppressori nella storia recente. Oloferne che è un immagine importante rappresenta l’oppressione e le ingiustizie, ha gli occhi semiaperti,con una lacrima e la bocca piegata in una smorfia.

“Giuditta e Oloferne in progress”

sottoTitolo del video ” quando la scultura nasce realmente dalle impronte dell’artista, dalle mani e dalla sua capacità di modellare la materia, senza calchi dal vero e artifici tecnologici…

Giuditta e Oloferne di Albertini in progress

Questo è il video della storia di questa scultura dalle sue prime ” IMPRONTE NELLA MATERIA” alla sua rinascita nello stampo e nella laccatura. La storia di ogni opera è come la vita di una farfalla, nasce dalla materia con le impronte dell’artista che la trasforma in crisalide poi nel bozzolo dello stampo,dopo rinasce unica e nuova con una sua autonomia libera di esprimere ciò che rappresenta nella sua semplice forma

La storia, di Giuditta e Oloferne è raccontata nella Bibbia Cristiana, ma non nella Bibbia Ebraica, è ambientata nel 605-562 a.C.

Il re di Babilonia, Nabucodonosor dopo aver vinto la guerra contro i Medi, detto il “Grande re”, affidò al suo generale Oloferne la Campagna d’Occidente. Nella avanzata sulle terre occidentali, Oloferne ed il suo esercito incontrarono il popolo di Israele che forti del loro Dio non si vollero sottomettere e in assedio la bella Giuditta escogitò l’incontro con Oloferne e il banchetto. La particolare storia di Giuditta e Oloferne che si vuole rappresentare, ha da sempre affascinato gli artisti. La storia dell’arte è ricca di opere che rappresentano l’eroina Ebraica. Le opere più famose sono quelle di Raffaello, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, i fiamminghi, ricordiamo Michelangelo nella cappella Sistina, e nel nostro secolo, Gustav Klimt. In scultura forse unica e bellissima e quella del Donatello esposta a Firenze.

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